«E poiché ci amiamo, vogliamo gli altri liberare dalla solitudine», Paul Éluard

…e per fortuna ci sono gli amici, e una parola dolce ogni tanto, e una figura che passa leggera, senza sapere che incrocerà la mia strada, e vederla è una felicità che annulla la ragione, che ferma il sangue nelle vene, in un istante che rivivrò poi più volte, dentro a un replay*…
…e poi c’è il cielo colmo d’azzurro, dopo giorni di grigio, che avvolge i sensi e, dopo altro grigio, l’orizzonte più largo della poesia…

I versi sono ancora di Paul Éluard e si intitolano “Le sette poesie d’amore in guerra”.
Li leggevo l’altra sera, per superare superabili turbamenti, e con queste parole mi consolavo:

Perché noi si portava l’amore
La gioventù dell’amore
E la ragione dell’amore
La saggezza dell’amore
E l’immortalità.

Il secondo conflitto mondiale straziava l’Europa, mieteva vittime nel mondo, abbrutendo l’umanità di un male entrato ormai nelle nostre ossa, nel nostro sangue.
Il poeta e partigiano Paul Éluard resisteva sotto gli alberi, nei boschi, nella pioggia, sulla neve perché

Pazienti ci attendevano i tuoi occhi […]
Sempre

Si sta nella guerra aspettandone la fine, e la fine è una casa ritrovata, gli occhi di chi ci ama ad attenderci…

E poiché noi ci amiamo
Vogliamo gli altri liberare
Dal gelo della loro solitudine

Vogliamo coppie splendenti di virtù

E il loro fine sta nella vita degli altri.

L’amore di Éluard non è chiusura, non è proprietà privata dell’altro, ma una luce che irradia, che ispira, che incoraggia all’impegno civile:

Per la fronte perfetta profonda
Per le pupille che fisso
E per la bocca che bacio
In quest’ora e per sempre

Per i nostri uomini in carcere
Per le donne deportate
E per tutti i nostri compagni
Torturati e massacrati
Perché non hanno accettato l’ombra

Noi si deve drenare l’ira
E far sì che il ferro insorga
Per preservare l’alta immagine
Degli innocenti ovunque braccati
E che dappertutto trionferanno.

Mi commuove la fiducia di Éluard in un futuro migliore, in un futuro degli innocenti.
Ancora negli ultimi epitaffi, scritti poco prima di morire, dirà:

Il coraggio e la speranza solo restano di me
Dici il mio nome e più largo respiri

Io confidavo in te siamo noi due generosi
Avanziamo la gioia arde il passato

E in tutti gli occhi la nostra forza è giovane**.

Se vorrete continuare – e se vorrai anche tu (lo so che mi leggi) – buona lettura.

Le sette poesie d’amore in guerra

IV
[…]
Hanno calcolato quanto
Un bambino può soffrire
Tanta infamia senza vomito
Tante lacrime senza morire

Rumor di passi sotto la volta
Nera e attonita d’orrore
Hanno sradicata la pianta
Hanno avvilito quel bambino

Con lo squallore e il tedio.

V
La parte del cuore dicevano con grazia
La parte d’amore e d’odio e di gloria
Si rispondeva e negli occhi era specchio
La verità che ci dava rifugio

Noi non abbiamo cominciato mai
Sempre ci siamo amati
E poiché noi ci amiamo
Vogliamo gli altri liberare
Dal gelo della loro solitudine

Vogliamo e dico io voglio
Dico tu vuoi e noi vogliamo
Che la luce perpetui
Coppie splendenti di virtù
Coppie in corazza d’audacia
Perché hanno sguardi che si affrontano

E il loro fine sta nella vita degli altri.

VII
Per la fronte perfetta profonda
Per le pupille che fisso
E per la bocca che bacio
In quest’ora e per sempre

Per la speranza sepolta
Per le lacrime nel buio
Per i pianti che fan ridere
Per le risa che fan paura

Per le risa nelle vie
Della dolcezza che stringe le dita
Per i frutti che coprono i fiori
Su una terra bella e buona

Per i nostri uomini in carcere
Per le donne deportate
E per tutti i nostri compagni
Torturati e massacrati
Perché non hanno accettato l’ombra

Noi si deve drenare l’ira
E far sì che il ferro insorga
Per preservare l’alta immagine
Degli innocenti ovunque braccati
E che dappertutto trionferanno.

– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

Lo scatto di Lee Miller ritrae Paul Éluard e sua moglie Nusch (Maria Benz) e l’ho trovato qui.

Le sette poesie d’amore in guerra sono presenti nella sezione «Au rendez-vous Allemand (1942-1945)» in Paul Eluard, Poesie (trad. Franco Fortini), Einaudi, 1966, pp. 313-321.

*Si fa riferimento alla canzone Replay di Samuele Bersani che vi consiglio di ascoltare qui.

** Questi versi si trovano nella sezione «Poésie ininterrompue (1953)» in Paul Eluard, Poesie (trad. Franco Fortini), Einaudi, 1966, pp. 412-413.

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